IL CROLLO DEL DARWINISMO E LA REALTÀ DELLA CREAZIONE

I Maya: un'altra civiltà che nega l'idea della evoluzione della storia


Quasi tutte le pubblicazioni evoluzioniste hanno una cosa in comune: riservano un notevole spazio a scenari immaginari, che riguardano il perché alcune strutture biologiche o caratteristiche di un essere vivente possono aver subito un'evoluzione. Il fatto straordinario è che tutte le storie che gli evoluzionisti inventano vengono rappresentate come fatti scientifici. Il fatto è, tuttavia, che questi resoconti non sono altro che favole darwiniste. Gli evoluzionisti cercano di presentare gli scenari da loro costruiti come prova scientifica. Eppure questi resoconti sono tutti completamente erronei, senza alcun valore scientifico e non possono assolutamente costituire una prova delle tesi evoluzioniste.
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Alcuni scienziati evoluzionisti sostengono che i Maya non usassero strumenti in metallo. Ma se non li usavano, come possiamo spiegare le dettagliate opere in pietra nelle rovine Maya? Gli strumenti in metallo si sono rapidamente ossidati e sono decaduti nella foresta pluviale dello Yucatan, con il suo clima umido. Può anche darsi, quindi, che gli oggetti in metallo dei Maya non siano sopravvissuti fino al presente. Ma le loro strutture in pietra arrivate fino a noi dimostrano che è impossibile che un tale lavoro delicato e dettagliato possa essere stato prodotto usando soltanto strumenti di pietra.
Resti di un edificio nell'antica città Maya di Uxmal
Una leggenda che frequentemente s'incontra nella letteratura evoluzionista è quella delle presunte creature scimmiesche che si trasformano in esseri umani e di un uomo primitivo che gradualmente diventa un'entità sociale. Nonostante non vi sia alcuna prova scientifica a supportarle, le ricostruzioni di questi presunti esseri umani primitivi - vengono raffigurati mentre camminano in posizione semi-eretta, grugniscono, camminano con le loro "famiglie cavernicole" o cacciano con arnesi in pietra grezza - sono le parti più conosciute di tale scenario.
Queste ricostruzioni sono un invito a immaginare e credere. Con esse gli evoluzionisti cercano di convincere le persone non sulla base di fatti concreti ma sulla base di speculazioni fantasiose, perché queste sono basate sui pregiudizi e i preconcetti dei loro autori, e non su fatti scientifici.
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“Non hanno forse viaggiato sulla terra, e visto quel che è accaduto a coloro chi li hanno preceduti? Erano più forti di loro...”.
(Corano, 30:9)
El Mirador, Guatemala
Reconstruction of a preclassic Mayan city
Gli evoluzionisti non si fanno scrupolo di mettere queste storie nella letteratura professionistica, né di presentarle come se fossero verità scientifica, anche se sono ben consapevoli della natura erronea delle loro ricostruzioni. Tuttavia, questi scenari cui tanto di frequente fanno ricorso gli evoluzionisti costituiscono una congettura, non certo una prova scientifica, per la teoria dell'evoluzione, perché non c'è alcuna evidenza che l'Uomo sia disceso da un antenato scimmiesco. Nello stesso modo, non c'è prova archeologica o storica a suggerire che le società evolvono dalla primitiva alla più avanzata. L'Uomo è stato Uomo fin dal primo momento in cui è venuto in esistenza e ha creato diverse civiltà e culture in tutti i periodi della storia. Una di queste è la civiltà Maya, i cui resti ancora oggi ispirano meraviglia.
Le fonti storiche fanno riferimento ad un'alta figura in vesti bianche che venne tra le comunità che vivevano in questa regione. Secondo le informazioni che si trovano sui monumenti, per un breve tempo si diffuse la credenza in un unico Dio, mentre le scienze e l'arte facevano progressi.
I Maya: matematici esperti
I Maya vivevano nell'America centrale all'incirca nel 1000 avanti Cristo, a notevole distanza da altre civiltà progredite come quelle dell'Egitto, della Grecia e della Mesopotamia. Le caratteristiche più importanti dei Maya sono i progressi scientifici nel campo dell'astronomia della matematica e la loro complessa lingua scritta.


Il raffinato taglio della pietra mostra come i Maya avessero la tecnologia necessaria per lavorare la pietra, che è quasi impossibile in assenza di strumenti come lime, ceselli e trapani in acciaio.
Sotto a sinistra: Tempio delle Iscrizioni, costruito durante il regno di Pacal
Sopra a sinistra: Tempio dei Guerrieri a Chichen Itza
A destra: Parte superiore del ricostruito Tempio Rosalila
La conoscenza che i Maya avevano del tempo, dell'astronomia e della matematica era centinaia di anni avanti rispetto al mondo occidentale del tempo. Per esempio la loro capacità di calcolare il ciclo annuale della terra era di gran lunga più accurato di ogni altro calcolo simile prima dell'invenzione del computer. I Maya usavano il concetto matematico di zero mille anni prima della sua scoperta da parte dei matematici occidentali e usavano numeri e simboli molto più avanzati di quelli dei loro contemporanei.
Il calendario Maya
L'Haab, il calendario civile usato dai Maya, formato da 365 giorni, è uno dei prodotti della loro avanzata civiltà. Infatti, essi sapevano che un anno è leggermente più lungo di 365 giorni; la loro stima era di 365,242036 giorni. Nel calendario gregoriano in uso oggi, un anno consiste di 365.2425 giorni.67 Come si vede, c'è solo una piccolissima differenza tra le due cifre:un'altra prova della competenza dei Maya nei campi della matematica e dell'astronomia.

Il calendario Maya è quasi identico al calendario gregoriano di 365 giorni usato oggi. I Maya calcolarono che un anno era leggermente più lungo di 365 giorni (sopra).
Un calendario Azteco in pietra (a sinistra).
Le conoscenze astronomiche dei Maya

La conoscenza archeologica astronomico che permette di calcolare quell'unico giorno che deve essere sottratto dall'orbita di Venere ogni 6.000 anni, è un esempio importante della civiltà progredita dei popoli del passato..
Tre libri, conosciuti come i Codici Maya, arrivati fino a noi, contengono importanti informazioni riguardo la loro vita e la conoscenza astronomica. Dei tre - il Codice di Madrid, il Codice di Parigi e il Codice di Dresda - l'ultimo è il più importante, poiché mostra la profondità delle conoscenze astronomiche dei Maya. Essi avevano un sistema molto complesso di scrittura, finora decifrato soltanto al 30%. Ma anche questo basta a mostrare quanto fosse avanzato il livello raggiunto nella scienza.
Per esempio, la pagina 11 del Codice di Dresda contiene informazioni sul pianeta Venere. I Maya calcolarono che l'anno venusiano durava 583,92 giorni, e arrotondavano questa cifra a 584 giorni. Inoltre, produssero dei disegni del ciclo del pianeta per migliaia di anni. Due altre pagine del codice contengono informazioni su Marte, quattro sono su Giove e i suoi satelliti e otto pagine sono dedicate alla Luna, a Mercurio e Saturno, e impostano calcoli complicatissimi sulle orbite di questi pianeti attorno al Sole, le loro relazioni reciproche e le loro relazioni con la terra.
Tanto accurate erano le conoscenze astronomiche dei Maya, che essi riuscirono a determinare che dall'orbita venusiana andava sottratto un giorno ogni 6000 anni. Come poterono acquisire queste informazioni? Questa è ancora materia di dibattito per astronomi, astrofisici e archeologi. Oggi questi calcoli tanto complessi vengono eseguiti con l'aiuto delle tecnologie informatiche. Gli scienziati scoprono lo spazio siderale in osservatori equipaggiati con tutti i tipi di apparati tecnici ed elettrici. Eppure i Maya acquisirono la loro conoscenza secoli e secoli prima dell'invenzione della tecnologia contemporanea. Questo va ad invalidare nuovamente la tesi che le società progrediscono sempre da uno stato primitivo ad uno o più avanzato. Molte società passate avevano un livello di civiltà avanzato proprio quanto quelli attuali, e a volte anche di più. Molte comunità di oggi non hanno ancora ottenuto i livelli raggiunti dalle società del passato. In breve, le civiltà a volte si muovono in avanti, altre volte all'indietro, e civiltà avanzate e primitive a volte coesistono nello stesso momento.

Dettaglio dal coperchio del sarcofago, sepoltura del re Maya Pacal. Il veicolo su cui siede Pacal somiglia ad una motocicletta, che poteva essere un veicolo a motore in uso al tempo.
La rete viaria nell'antica città Maya di Tikal

I darwinisti sostengono, malgrado non siano in possesso di alcuna prova scientifica, che gli uomini antichi erano primitivi che vivevano in una maniera primitiva, e che la loro intelligenza si è sviluppata nel tempo. Tuttavia, i ritrovamenti archeologici confutano tutto ciò. Gli scavi effettuati nell'antica città Maya di Tikal, per esempio, rivelano meraviglie di ingegneria e progettazione. Le foto aeree mostrano che le città Maya erano collegate tra di loro da una ampia rete stradale. Tutto ciò mostra che in tutti i periodi della storia sono esistite civiltà avanzate. .
Tikal, una delle più antiche città in Maya, fu fondata nell'VIII secolo avanti Cristo. Gli scavi archeologici nella città, che si trova in una giungla selvaggia, hanno riportato alla luce case, palazzi, piramidi, templi e aree di riunione. Tutte queste aree sono collegate l'una all'altra da strade. Le immagini radar hanno mostrato che oltre a un sistema di drenaggio completo, la città aveva anche un intero sistema di irrigazione. Tikal non si trova vicino ad un fiume o ad un lago e si è trovato che la città faceva uso di dieci serbatoi d'acqua.
Cinque strade principali portavano da Tikal nella giungla, gli archeologi le definiscono strade cerimoniali. Le fotografie aeree mostrano che le città Maya erano collegate tra loro da una grande rete viaria lunga in totale circa 300km e che dimostravano di avere un livello di ingegneria molto accurato. Tutte le strade erano realizzate in pietra tagliata ed erano ricoperte da uno strato molto resistente di un colore chiaro. Queste strade erano perfettamente dritte, come tirate con una riga, e la domanda fondamentale resta come i Maya potessero determinare la direzione durante la costruzione di queste strade e quali attrezzature strumenti usassero. La mentalità evoluzionista non può fornire risposte razionali e logiche. Poiché si tratta di una meraviglia dell'ingegneria, lunga centinaia di chilometri, è evidente che queste strade sono il prodotto di calcoli e misurazioni particolareggiate e dell'uso dei necessari materiali e strumenti.
Gli ingranaggi usati dai Maya

Ruote dentate Maya, a Copan
Le ricerche nelle aree abitate dai Maya mostrano che essi usavano strumenti comprendenti ruote dentate.
La fotografia sulla pagina seguente, scattata nell'importante città Maya di Copan, ne è una prova. Una società che usava una tecnologia con ingranaggi doveva anche possedere conoscenze di ingegneria meccanica.
Per chiunque che non abbia questa conoscenza è impossibile produrre un meccanismo con ruote dentate. Per esempio se vi si chiedesse di produrre un meccanismo simile a quello della fotografia non potreste farlo, né fare in modo che il meccanismo funzioni correttamente senza un adeguato addestramento.
Quindi, il fatto che i Maya erano in grado di farlo è un indicatore importante del loro livello di cultura e prova che coloro che sono vissuti nel passato non erano "arretrati" come sostengono gli evoluzionisti.
Finora abbiamo dato solo alcuni esempi che dimostrano i livelli avanzati di civiltà raggiunti da comunità del passato. Questi indicano una verità molto significativa: la tesi degli evoluzionisti, imposta per così tanti anni, che le società del passato avessero esistenze semplici, arretrate e primitive, è semplicemente sbagliata. Le società con diversi livelli di civiltà e diverse culture sono esistite in tutte le epoche; eppure nessuna di esse è il risultato dell'evoluzione di un'altra. Il fatto che alcune civiltà arretrate esistessero 1000 anni fa non significa che la storia in sé si è evoluta, o che le società progrediscano dalle più primitive alle più avanzate. Perché, contemporaneamente a queste comunità arretrate, ce n'erano anche altre altamente avanzate che fecero enormi progressi nella scienza e della tecnologia, e fondarono civiltà molto radicate. È vero, l'interazione culturale e il patrimonio di conoscenze tramandato di generazione in generazione possono certamente avere un ruolo nello sviluppo delle società. Ma questa non è evoluzione.
Nel citare gli esempi delle comunità vissute nel passato, il Corano ci dice che alcune di queste in effetti avevano costruito delle culture avanzate:
“Non hanno viaggiato sulla terra e osservato quel che avvenne a coloro che li precedettero, che pure erano più potenti di loro e [lasciarono] maggiori vestigia sulla terra?...”. (Corano, 40:21)
“Non hanno viaggiato sulla terra e visto quel che avvenne a coloro che li precedettero e che pure erano più numerosi di loro, più forti e lasciarono maggiori vestigia sulla terra? Quel che avevano acquisito non fu loro di nessuna utilità”. (Corano, 40:82)
“Quante città facemmo perire perché furono ingiuste! Ora sono ridotte in rovine, quanti pozzi deserti e palazzi abbandonati!”. (Corano, 22:45)
Queste affermazioni impartite nel Corano sono supportate dai ritrovamenti archeologici. Quando si esaminano le scoperte archeologiche e i siti in cui sono vissute le comunità del passato, è evidente come queste società avessero un livello di cultura superiore ad alcune comunità odierne e come esse abbiano fatto enormi progressi nei campi della tecnologia delle costruzioni, dell'astronomia, della matematica e della medicina. Questo ancora una volta invalida il mito darwinista dell'evoluzione della storia e delle società.
“Non hanno viaggiato sulla terra? Non hanno visto ciò che è avvenuto a coloro che li precedettero, che [pure] erano più
forti di loro? Nulla, nei cieli e sulla terra, potrebbe
annullare [la potenza di] Allah.
In verità Egli è sapiente, potente”.
(Corano, 35:44)

Le ancora misteriose linee di Nazca

A sinistra: immagine di ragno lunga 45 metri
A destra: Una figura umana
Le linee di Nazca, nei pressi della città peruviana di Lima, sono una delle scoperte che gli scienziati non sono in grado di spiegare. Queste straordinarie linee sono state per la prima volta notate durante gli studi aerei compiuti dal dottor Paul Kosok, della New York's Long Island University, nel 1939. Lunghe chilometri, queste linee a volte somigliano alle piste di un aeroporto, e raffigurano anche diversi uccelli, scimmie e ragni. Chi costruì queste linee nell'arido deserto peruviano, perché e come, resta un mistero. D'altra parte, chiunque le abbia prodotte evidentemente non aveva una vita primitiva, come sostengono alcuni scienziati. Queste linee, che sono visibili correttamente soltanto dall'alto, sono state prodotte in modo perfetto, sono qualcosa di molto straordinario che richiede una riflessione considerevole.

Sopra a sinistra: raffigurazione di un condor lunga 140 metri
Sopra a destra: figura di albero
Sottto a sinistra: figura di cane
Sotto a destra: grande figura di scimmia, larga 58 metri e lunga 93

Nel corso della storia, sono stati fatti grandi passi avanti in tutte le aree, insieme ad un progresso scientifico e tecnologico enorme. Ma è irrazionale e antiscientifico descrivere questi cambiamenti come una "evoluzione", come fanno i materialisti. Grazie all'accumulo di cultura e conoscenza, c'è progresso costante in campi come la scienza e la tecnologia. Tuttavia, proprio come non c'è differenza materiale tra gli umani contemporanei e quelli che vivevano migliaia di anni fa, questi non differiscono nemmeno in termini di intelligenza e capacità. L'idea che le persone del XX secolo abbiano civiltà più avanzate perché la capacità del loro cervello è cresciuta, è una prospettiva erronea, il risultato della propaganda evoluzionista.
L'impasse dell'evoluzione del linguaggio

Ci sono molte razze nel mondo che parlano molte lingue e ogni lingua è altamente complessa. Gli evoluzionisti non possono nemmeno immaginare in che modo questa complessità possa essersi prodotta per gradi.
Raccontando il mito dell'evoluzione della storia del genere umano, gli evoluzionisti si imbattono in un gran numero di serie di problemi. Il primo è come la coscienza umana sia inizialmente emersa, un altro riguarda l'origine del linguaggio: la caratteristica che distingue gli esseri umani da tutte le altre creature viventi.
Quando parliamo siamo in grado di modellare i nostri pensieri grazie al linguaggio e di esprimerli in modo tale che altre persone possano capirli. Sebbene questo richieda movimenti muscolari altamente specializzati di labbra, gola e lingua, lo facciamo senza quasi accorgercene. Tutto quello che facciamo è "volere" parlare. I suoni, le sillabe e le parole emergono per mezzo della contrazione e del rilassamento armoniosi di circa cento muscoli diversi, e si formano così frasi comprensibili agli altri, composte da sequenze appropriate di elementi grammaticali come il soggetto, l'oggetto e il pronome. Il fatto che non facciamo altro che "desiderare" di usare una tale abilità, basata su fasi tanto complesse, dimostra chiaramente che il linguaggio non è soltanto un'abilità dipendente da strutture biologiche essenziali.
La capacità umana del linguaggio è un fenomeno estremamente complesso che non può essere spiegato in termini di requisiti immaginari o meccanismi di un processo evolutivo. Nonostante le lunghe ricerche, gli evoluzionisti non sono stati in grado di produrre alcuna prova che un'abilità estremamente complessa come il linguaggio si sia evoluto a partire da semplici suoni animaleschi. David Premack, della Pennsylvania University, ha esemplificato questa deficienza quando ha detto: " Il linguaggio umano è imbarazzo per la teoria evolutiva...".68
Il famoso linguista Derek Bickerton così riassume le ragioni di questo "imbarazzo":
“Il linguaggio può essere venuto direttamente da qualche tratto pre-umano? No. Somiglia alle forme di comunicazione animale? No... nessuna scimmia, nonostante un addestramento intensivo, è ancora riuscita ad acquisire i rudimenti della sintassi... come sono emerse le parole, come la sintassi. Ma questi problemi sono il nocciolo dell'evoluzione del linguaggio”. 69
Tutte le lingue della terra sono complesse e gli evoluzionisti non sono in grado nemmeno di immaginare come tale complessità potrebbe essere stata acquisita gradualmente. Secondo il biologo evoluzionista Richard Dawkins, tutte le lingue, anche quelle tribali considerate più primitive, sono altamente complesse:
“Il mio esempio chiaro è il linguaggio. Nessuno sa come sia cominciato... Ugualmente oscura è l'origine della semantica; delle parole e del loro significato... tutte le migliaia di lingue nel mondo sono molto complesse. Sono incline a pensare che fu un processo graduale, ma non è del tutto evidente che debba essere stato così. Alcune persone pensano che ebbe un inizio improvviso, più o meno inventato da un singolo genio in un luogo particolare in un particolare momento”. 70
Due evoluzionisti ricercatori specializzati sul cervello, W.K. Williams e J. Wakefield della Arizona State University, dicono su questo argomento:
“Nonostante la mancanza di prove di stadi intermedi nell'evoluzione linguistica, le alternative sono difficili da accettare. Se qualche caratteristica specie-specifica non si è evoluta poco alla volta, sembrerebbe allora che ci siano soltanto due modi di spiegare questa comparsa. O è stata impostata da qualche forza ancora non scoperta, forse per l'intervento divino o è stata il risultato di qualche cambiamento relativamente improvviso nello sviluppo delle specie, forse un tipo di mutazione spontanea e diffusa... ma la natura fortuita di tale mutazione casuale fa sembrare sospetta questa spiegazione. Come è già stato sottolineato (Pinker e Bloom, 1990), le probabilità contro una mutazione che si produce in un sistema tanto complesso e apparentemente così idealmente adattato ai suoi compiti come il linguaggio, sono incredibilmente alte”. 71
Il professore di linguistica Noam Chomsy commenta così la complessità della capacità di parlare:
“Non ho detto nulla fin qui riguardo la produzione del linguaggio. La ragione è che c'è molto poco da dire. Tranne che per gli aspetti periferici, resta in gran parte mistero”. 72
Per chiunque non sia intrappolato nei preconcetti evoluzionisti l'origine della capacità del linguaggio è perfettamente chiara. È Dio Onnipotente a donare quest'abilità all'uomo: Dio ispira il linguaggio negli esseri umani e li fa parlare, come viene rivelato in un versetto del Corano:
“...Risponderanno: "È stato Allah a farci parlare, [Egli è] Colui che fa parlare tutte le cose. Egli è Colui che ci ha creati la prima volta e a Lui sarete ricondotti".”(Corano, 41:21)
Nello stesso modo in cui gli evoluzionisti sono incapaci di spiegare la complessità delle strutture biologiche che permettono il linguaggio, non riescono nemmeno a spiegare l'origine della coscienza che rende possibile il linguaggio stesso. La coscienza umana e la complessità del linguaggio dimostrano che linguaggio è stato creato da un'Intelligenza superiore che appartiene a Dio Onnipotente, nostro Signore.

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Se non si insegna la religione l'anima di quei bambini rimarra nel vuoto. La religione è la sostanza dell'anima.

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Il capitalismo è stato fondato sul Darwinismo. Ogni ideologia ufficiale di stato è l'ideologia del Darwinismo.

Estratto dall’intervista TV DEM e TV Tempo di Adnan Oktar il 13 novembre 2009

Se una persona dice: “ho fatto qualcose”, questo è politeismo. Quello che dovrebbe dire è: “Dio l'ha fatto per mezzo di me”.

Quotazione dall'intervista di Adnan Oktar il 2 febbraio 2010